La recente sentenza TSAP 22/16 ha fatto il punto su un tema che interessa tutti i produttori idroelettrici, stabilendo che sono sottoposti a prescrizione quinquennale (e non alla più lunga prescrizione decennale) non solo i canoni per l’uso delle acque ma anche i sovracanoni destinati sia agli enti rivieraschi che ai bacini imbriferi montani ponendo fine a una incertezza – e anche a una differenziazione di trattamento – pregiudizievole per gli interessi della categoria.

Svolgeranno un’esperienza di lavoro di sei mesi guidate da un tutor e si concentreranno sul diritto commerciale internazionale.

Lo ha confermato il TSAP (sentenza 23/2016) rigettando l’appello proposto da un Comune contro la sentenza del Trap Piemonte (sentenza 2120/13) che lo aveva condannato a restituire le somme già versate da una impresa idroelettrica.

Si è finalmente concluso un lungo ed estenuante contenzioso tra la società Cogein e un gruppo di oppositori locali di un progetto eolico localizzato a Circello.
Diversi cittadini, alcuni proprietari terrieri, un comitato civico e lo stesso Comune destinato ad ospitare l’impianto avevano presentato più ricorsi nel tentativo di bloccare i lavori di costruzione del parco già iniziati.

La richiesta formulata dal TAR Lazio alla Corte costituzionale, bisogna riconoscerlo, non era delle più lineari: dichiarare l’incostituzionalità, per illegittima attribuzione a un’amministrazione pubblica (l’AGCOM) di un potere (quello, in buona sostanza, di tutelare il diritto di autore contro le sue violazioni perpetrate a mezzo Internet) che sarebbe stato da riservare all’autorità giudiziaria e che comunque avrebbe richiesto una più puntuale regolamentazione da parte della fonte primaria, di alcune disposizioni legislative che, in realtà, quel potere all’AGCOM non avevano per nulla conferito.